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Reshma Saujani

Reshma Saujani e il caso Girls Who Code

by Rossella Guido
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Voglio raccontarvi la storia di una donna del nostro tempo: Reshma Saujani.

Reshma  è nata negli Stati Uniti nel 1972. Laureata all’Università dell’Illinois si è specializzata alla Kennedy School of Government di Harvard e successivamente alla School of Law di Yale. Reshma ha svolto inoltre il ruolo di Deputy Public Advocate per la città di New York. Il suo nome è stato inserito da Fortune nell’elenco delle 40 leader mondiali sotto i 40 anni.

Questo curriculum racconta in cosa si sia specializzata, non chi sia.

Reshma è figlia di esuli di origine indiana, giunti negli Stati Uniti negli anni ’70 dopo aver vissuto in Uganda per due generazioni. Un giorno suo padre apprese dalla televisione di dover lasciare il paese, quando il dittatore Idi Amin Dada iniziò la persecuzione razziale degli acholi, lango, indiani e altri gruppi etnici inclusi quelli di religione induista e cristiana: avevano 90 giorni oppure sarebbero stati uccisi in loco.

I suoi genitori sono vivi e fortunati per una sola ragione: erano entrambi ingegneri ed in quegli anni l’America ricercava disperatamente la loro competenza.

Da piccola amava ascoltare i discorsi di suo padre che le raccontava di uomini e donne che avevano inciso profondamente nella storia contemporanea. E’ cresciuta con la convinzione che anche chi nasca in condizioni svantaggiate possa raggiungere importanti traguardi nella sua vita.

Quando ascolta il discorso di Hillary Clinton all’indomani della sconfitta contro Donald Trump è come se stesse parlando a lei direttamente: «So che non è facile, so che nell’ultima settimana molti si sono chiesti se l’America sia il Paese che noi pensavamo che fosse, ma per favore ascoltatemi: per l’America, per i nostri figli vale la pena credere nel nostro Paese, combattere per i nostri valori e mai, mai rinunciarvi».

Oggi è la donna che sogna di ridurre il gender gap per raggiungere la parità occupazionale nel settore STEM: Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, entro il 2027. 

Nel 2010 è stata la prima donna indiano-americana a correre per il Congresso. La sua campagna è stata caratterizzata dall’attenzione mediatica, un’altalena di sondaggi che prima la davano come folle senza alcuna possibilità di vincere, per poi esaltarla e farla diventare un astro nascente, ed infine per demolire la sua candidatura all’indomani della sconfitta elettorale, accusandola di aver sprecato 1.3 milioni di dollari per questa occasione mancata.

Durante la campagna elettorale Reshma visita centinaia di scuole, rendendosi conto di una ridotta presenza di bambine ai corsi di computer science e tecnologia. Al contempo decine di genitori le chiedono più corsi di coding e digital education per le proprie figlie.

Due anni dopo, Reshma fonda Girls Who Code.

Attualmente il programma coinvolge 90.000 giovani donne in tutti gli Stati Uniti ed ha l’obiettivo di ampliare la presenza femminile nei corsi di studio STEM, per sviluppare conoscenze di cui il mondo del lavoro e l’economia di un paese necessitano per progredire, ma soprattutto potenziare la fiducia nelle donne di domani.

All’evento organizzato da Meet The Media Guru in collaborazione con Editrice il Castoro al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Reshma ha raccontato il motivo fondante per cui entrare nell’universo del coding: insegnare alle ragazze ad essere coraggiose, non perfette, per una società migliore e più felice.

Io ho amato programmare quando ancora per farlo occorreva imparare i linguaggi  Cobol e Pascal, anche per questo la capisco profondamente quando spiega le differenze di genere nell’approccio culturale al coding.

Ho sperimentato la libertà di sbagliare, di correggere e di trovare una soluzione che fosse efficace, che funzionasse, ho capito che saper programmare è un potere, apre la mente e rende liberi.

La questione di genere, che vede il coding associato al nerd maschio è molto presente e stereotipata, il suo superamento attraverso nuovi modelli dove le ragazze possano riconoscersi, renderà possibile una società che sappia integrarsi in ogni contesto, uomini e donne che siano: il coding come metafora della vita.

Capire quali siano le caratteristiche individuali delle persone che portano avanti queste idee e trovare coordinate comuni che siano d’ispirazione per tutti noi è lo scopo del progetto #cisonopersone.

E questa è una donna che d’ispirazione vive. 

 


Riferimenti:

Girsl Who Code web site 

Meet The Media Guru web site

Meet The Media Guru Reshma Lecture

Girsl Who Code. Impara il coding e cambia il mondo. Editrice Il Castoro.

 

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