Home Key People Video Interviews Video Intervista a Luca Montani: l’amore per la cultura al servizio delle trasformazioni urbane di Milano

Video Intervista a Luca Montani: l’amore per la cultura al servizio delle trasformazioni urbane di Milano

by Rossella Guido
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La mobilità è senz’altro un tema centrale della vita contemporanea. Non parlo solo delle complesse infrastrutture che regolano i nostri spostamenti quotidiani ma anche delle componenti sociali che si possono desumere analizzando le grandi aree metropolitane urbane.

Chi si occupa delle trasformazioni urbane in prima linea possiede un osservatorio privilegiato per capire i nuovi sensi del vivere presente e gli sviluppi che caratterizzeranno la città del futuro.

Luca Montani è oggi Direttore della Comunicazione di MM, società pubblica di ingegneria specializzata nel settore delle infrastrutture per la mobilità che si occupa di progettare e realizzare progetti complessi come la realizzazione di alcune linee metropolitane. MM cura inoltre la gestione dell’acqua potabile dell’ultimo decennio con il Servizio Idrico Integrato del Comune di Milano e dal 2014 ha avviato la gestione del Patrimonio delle Case Popolari.

Il suo Curriculum è ricco di precedenti incarichi che ci si aspetta di leggere dal ruolo che ricopre oggi:  project management per grandi aziende e pubblica amministrazione, relazioni pubbliche, progetti speciali europei, fondatore di una propria agenzia di comunicazione, realizzatore di piani di sviluppo strategico territoriale, branding development, fundraising, realizzatore di piani di comunicazione e campagne elettorali… ma quello che ha colpito la mia attenzione è stato altro.

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Un esempio di cui mi ha parlato a telecamera spenta è un’esperienza di laboratorio di restauro d’arte realizzato con adolescenti in difficoltà: il lavoro manuale di realizzazione creativa che arricchisce di senso lo spirito e crea opportunità concrete per il cambiamento sociale.

Ama ed ha avuto esperienze numerose con il teatro e molte discipline annesse, approfondite negli anni, collaborando a vario titolo con Dario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia e molti altri autori e antropologi contemporanei. Ha creato un nuovo modello di animazione teatrale a carattere riabilitativo, che ha nominato ‘Drammascultura’, curando tuttora, numerosi workshop e seminari per insegnanti, medici e giovani artisti. E se vi dicessi che ha anche fondato un caffè Letterario?

Ho riconosciuto il cuore di queste esperienze quando mi ha mostrato l’Editoriale di Stori&Lavori, una rivista edita da MM che ha fortemente voluto per raccontare i volti e le storie personali dei colleghi che quotidianamente costruiscono pezzi interi di città. Persone come Bruno Pannuzzo, ingegnere ambientale impegnato nella gestione e nel trattamento dell’impianto dell’Acquedotto che racconta delle difficoltà e del sangue freddo necessario per controllare la distribuzione e presidiare le emergenze dell’Acquedotto, o Hortense Giannetti che quotidianamente costruisce ponti linguistici allo sportello delle case popolari, impegnandosi a fondo per conoscere la storia e le problematiche delle persone per trovare soluzioni che siano in grado di risolvere problemi sociali complessi.

Un’azienda di ingegneri non è per definizione romantica, ma far conoscere le sue anime permette di comprendere un mondo fatto di percorsi umani e formativi importanti. Gli stessi che nel 2016 sono partiti come volontari all’indomani del terremoto di Amatrice per fornire supporto tecnico e specialistico nei luoghi devastati dal sisma.

Le città cambiano pelle quotidianamente a seconda delle popolazioni che si succedono e delle funzionalità urbane e dei servizi richiesti. Interpretare i bisogni attuali ed anticipare quelli futuri è una continua sfida per le amministrazioni locali, che richiede lungimiranza, immaginazione, visione e prospettiva culturale.

Il grande sociologo urbano Guido Martinotti parlava dei cambiamenti nella morfologia fisica e sociale delle città intervenuti nel corso del XX secolo distinguendo quanto accaduto con le tradizionali metropoli di prima generazione, incentrate sulla dicotomia centro-periferia, che hanno caratterizzato la vita urbana nella porzione centrale del secolo scorso, incentrate sulla dicotomia centro-periferia, che hanno ceduto il passo allo sviluppo delle metropoli di seconda e terza generazione sempre più dipendenti dalle NRP (Non Resident Populations).

Le quattro storiche popolazioni di abitanti, pendolari, city users e businessman le cui vite s’intrecciano, creano cambiamenti nei tempi e nei modi con cui si vive la città, trasformandola di continuo.

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La chiacchierata con Luca Montani mi ha confermato ancora una volta che per raggiungere risultati concreti di evoluzione e crescita della società, nei ruoli chiave di un’organizzazione aziendale occorrono persone dotate non solo di una competenza altamente specializzata nello specifico settore di riferimento, ma che possiedano tutta una serie di caratteristiche individuali che attengono alla sfera degli interessi personali, dell’intelligenza relazione, delle soft skills e delle proprie passioni: il tema chiave del progetto #cisonopersone.

Naturalmente non potevo farmi sfuggire l’occasione di farmi spiegare live cosa sia la Drammascultura e che peso abbiano oggi tutte queste esperienze nel suo ruolo,

ma soprattutto un uomo così eclettico cosa sognerà per il suo futuro?

Enjoy the interview 🙂


Riferimenti Bibliografici:

Sito Web Metropolitana Milanese: MM Spa

Rivista Stori&Lavori – periodico di informazione edizione 2017 – Edizione MM Spa

Martinotti G. (a cura di), La dimensione metropolitana: sviluppo e governo della nuova città, il Mulino, Bologna, 1999.

Nuvolati G. Mobilità quotidiana e complessità urbana, Firenze University Press, 2007

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